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La mafia e le slot machine

Dicono: “Il crimine organizzato è storicamente attratto dal mondo dei casinò.”

Detto da: Eugene Christiansen, un analista finanziario che ha studiato l’industria del gioco d’azzardo.

The Reel Story: Parole come casinò e gioco d’azzardo sono spesso associate all’immagine di uomini pericolosi vestiti in abito scuro e con aria tenebrosa, con tanto di sigaro e mitra. E per quanto tali stereotipi siano stati pesantemente amplificati dai capolavori cinematografici sulla mafia, quali Il Padrino e Casino, in realtà è difficile non notare la presenza dei gangster nella storia del gioco d’azzardo.

Un ruolo preminente nella storia delle slot machine lo ha ricoperto ad esempio il gangster americano Benjamin “Bugsy” Siegel. “Bugsy” fu una figura di primo piano nello sviluppo su larga scala di Las Vegas, e fu il primo ad installare le slot machine nei casinò di sua proprietà, per tenere occupate fidanzate e mogli dei ricchi uomini d’affari che s’intrattenevano ai tavoli.

Un altro nome che compare spesso nella storia della mafia e del gioco d’azzardo è quello di Franky “Lefty” Rosenthal, il magnate di Las Vegas ed esperto di scommesse sportive. Vi suona familiare? Il personaggio interpretato da Robert De Niro in Casino di Scorsese, film del ‘95, era ispirato a Franky “Lefty” Rosenthal.

La relazione fra mafia e gioco online è decisamente meno documentata, ciononostante c’era un sito chiamato Mafia Casino che al momento di scrivere questo articolo risultava chiuso.

Don Corleone ha detto: “È vero che ho tanti amici in politica, ma non sarebbero stati così gentili con me se avessero saputo che il mio business era la droga. Il gioco d’azzardo è considerato un vizio innocente. Le droghe, quelle sono il vero affare sporco.”